Tra le bellezze d'Italia anche la casetta del Mulino!
Girando per le città d’arte italiane non è raro imbattersi in gruppi di studenti di architettura intenti a riprodurre chiese, palazzi e monumenti. A Firenze questo è anzi uno spettacolo molto comune. Quello che non è affatto comune, è invece la struttura che questi studenti stavano ritraendo con tanta attenzione. Stavolta non si trattava di un edificio storico, ma ….della casetta del Mulino!
La cosa in fondo non è poi così strana. La struttura del Mulino che gira per le città è molto interessante dal punto di vista architettonico, visto che oltre ad essere bella e ben definita, deve poter essere smontata e rimontata con facilità, mantenendo caratteristiche di sicurezza e stabilità, garantire spazi adeguati alle varie attività ed essere abbastanza grande per accogliere anche le folle delle ore di punta.
Deve essere giunto alle stesse conclusioni anche il professor Giorgio Verdiani, docente di Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze, che ha assegnato ai suoi studenti il compito di eseguire una tavola a rilievo del Mulino.
“Edificio rurale con annesso meccanismo di pale rotanti, atte a regolare la spinta di un flusso acquatico per la lavorazione del grano”. Così qualcuno, da buon futuro architetto, prontamente ci fornire la corretta definizione di Mulino. Che però, come ricordano subito altri, in questo caso è riduttiva. Questo Mulino è infatti ormai entrato a far parte dei ricordi e dell’immaginario collettivo.
Tanto che la maggior parte dei ragazzi neanche riescono a pensare ad un Mulino diverso da quello attuale.
Altri, invece, più rivoluzionari, sfoderano le loro proposte.
Ci sono i creativi puri, che pensano ad una struttura a forma di Moon Cake Pandistelle, gli innovativi che vorrebbero un Mulino Tecnologico, e i creativi innovativi responsabili, che pensano a soluzioni ecocompatibili e antisismiche. Un tema importante proprio in questi giorni, in cui è drammaticamente chiaro che nel nostro paese in fase di progettazione il tema della sicurezza deve essere prioritario.
Ma i ragazzi hanno anche qualche idea sulle attività da proporre all’interno. In fondo la casetta è la realizzazione concreta di un immaginario visivo, che grazie al tour è possibile esplorare e vivere.
E quindi via alle idee: giochi, attività, musica, ricordi.
E magari – perché no- anche Antonio Banderas!