Il sistema di comunicazione della valle Felice, centrato per più di dieci anni sul mito di un arcaico e sereno mondo contadino, si evolve con le nuove sensibilità sociali: è una giovane ragazza con la chitarra (Ida Simonsen) a presentare la vita dei campi in chiave realistica.
Il nuovo head-line è: "Ci sono cose che il tempo non cambia".
Il pendant musicale di questa nuova linea viene individuato in Bruno Lauzi (1937-2006). Il cantautore genovese scrive per l'occasione due canzoni presentate da una giovane "contadina" che si accompagna con la chitarra.

Bruno Lauzi (1937-2006) era nato all'Asmara nel 1937 ma era cresciuto a Genova. Con Umberto Bindi, Gino Paoli e Luigi Tenco era considerato uno dei fondatori della cosiddetta "scuola genovese". Dopo il '56 Lauzi, trasferitosi a Varese, inizia a frequentare e conoscere l'ambiente artistico milanese di quegli anni, dai "Gufi" ad Enzo Jannacci e a lavorare al mitico "Derby" di Milano. Scopre la canzone francese di Brassens, Brel, Aznavour e compone il brano che darà l'impronta a tutta la sua produzione artistica futura: "Il poeta". Alla fine degli anni Sessanta conosce Lucio Battisti ed entra nella sua casa discografica: la "Numero Uno". Sono gli anni di brani storici quali "E penso a te", "L'aquila" e "Amore caro, amore bello". Autore prolifico e poetico - sue sono, solo per ricordarne alcune, "Lo straniero" scritta per George Moustaki, "Quanto t'amo" per Johnnny Halliday, "L'appuntamento" per Ornella Vanoni, "Piccolo uomo" per Mia Martini - vinse vari premi della critica discografica per i suoi testi fra cui, da ultimo, il Premio Tenco nel 2006. Scrisse, inoltre, canzoni per bambini tra le quali "La tartaruga", e "Johnny il Bassotto" colonne sonore di sigle televisive animate da Bruno Bozzetto. Bruno Lauzi si spegneva, dopo una lunga malattia, nel 2006. Per Mulino Bianco aveva scritto, nel 1987 i testi delle due canzoni dedicate al grano per la campagna televisiva della "Ragazza con la chitarra".

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