Ferrara - Una radio con il tetto rosso
In Piazza Castello, da un quarto d’ora, un vecchio signore è fermo in piedi davanti al Mulino, con le mani appoggiate sul manubrio della bicicletta.

Sotto il berretto di lana blu che gli scivola sulla fronte, ha due occhi sottili e vigili, che scrutano la struttura come per cercare qualcosa.
“Tutto bene?” - gli chiedo avvicinandomi.
“Sì sì” mi risponde “è solo che questa casetta….”
“La casetta del mulino vuol dire..?”
“Sì, sì, beh… io ce l’ho uguale”
“Uguale?” chiedo stupita, immaginando il signore proprietario di un mulino nei dintorni di Ferrara.
“Sì ma la mia è più piccola…”
“Ah davvero?”
“E la tengo nella vetrinetta del soggiorno”
“Nella vetrinetta?”
“Sì, nella vetrinetta, ma è proprio uguale sa? Ce l’ho almeno da 30 anni, l’ho vinta con i punti dei biscotti, e funziona anche…”
“In che senso funziona?”
“Aspetti che gliela porto, così lo vede da sola…”
Si allontana, spingendo la bici, e sparisce dietro il castello.
Dubito di rivederlo, ma mi sbaglio, perché poco dopo è di ritorno, sempre appoggiato alla sua bici,e con la mano mi fa cenno di avvicinarmi.
Lo accontento subito.
“Ecco, vede?” mi dice sollevando un involucro dal portapacchi ” È proprio uguale!”
Guardo, e sotto il panno che la protegge, vedo una casetta in miniatura, del tutto simile a quella itinerante, con un’antenna che spunta dal camino.
“Ma è una radio!” esclamo.
“Ma certo che è una radio, glielo avevo detto che funzionava!”
In effetti me lo aveva detto, su questo non c’è dubbio.
Sono io che non avevo capito.
“ma davvero ce l’ha da 30 anni?”
“Almeno 30 anni, i miei figli erano ragazzini!” esclama “ma…le volevo chiedere una cosa” aggiunge a bassa voce, come per confidarmi un segreto.
“Che cosa?” chiedo abbassando anch’io la voce.
“Non è che si potrebbe avere una di quelle casette di carta colorata, che regalate qui?”
“Ma… a dire il vero le casette sono per i bambini” rispondo esitante (confesso che mi ha presa in contropiede) “però, se lei ha dei nipoti…”
“Ma i miei nipoti sono grandi!” mi dice sconsolato “e di bisnipoti ancora niente!”
Allargo le braccia, ma di fronte alla sua espressione delusa non resisto, e chiedo ad Andrea se possiamo procurarci una casetta in più.
Presto fatto, nel giro di qualche secondo l’anziano signore esibisce il suo trofeo.
“Ma è piena!” esclama scuotendola”che c’è dentro?”
“Il latte, delle merendine, e una sorpresa…”
“Una sopresa? Ma allora ho fatto un affare!”
“Spero di sì” rispondo ridendo, affascinata dal suo entusiasmo.
“Allora vado a farla vedere a mia moglie” mi dice salutandomi, e si incammina, sempre appoggiato alla bicicletta.
“Scusi” gli dico “ma posso chiederle come mai cammina invece di pedalare?”
“Che vuole” mi spiega con un lampo di furbizia negli occhi “io alla mia età di pedalare non mi sento più, ma la bici l’ho sempre portata, e ora mi dà sicurezza. D’altronde c’è chi porta a spasso il cane…io invece a spasso ci porto la bici!”
Tags: ottimismo
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Anna
Albachiara
Giampietro
che spasso...
E' incredibile come il Mulino unisca grandi e piccoli, ma soprattutto come riesca a far riemergere il bambino che è dentro ognuno di noi.
tutti bambini
è proprio vero, e in parte dipende sicuramente dal fatto di essere un prodotto legato ai ricordi d'infanzia. è come se si tornasse indietro, e devo dire che è piuttosto piacevole
ciao, anna, con questo tuo
ciao, anna, con questo tuo racconto mi sono commossa. Sei brava, ci racconti di un viaggio semplice, fatto di piccole cose, di un viaggio reso possibile dal nostro grande amico mulino.
Un abbraccio di ringraziamento
Ciao Anna, sono Graziella "la mamma delle sorpresine" e come sai tengo il blog delle sopresine. Mi piaciuto molto la storia del tuo incontro col signore della bicicletta. Sai come si chiama questo signore? Per il momento chiamiamolo Giovanni e vorrei che attraverso queste righe gli arrivasse un mio abbraccio. Un abbraccio di ringraziamento per avere conservato negli anni uno dei primi capolavori di raccolte punti Mulino Bianco. E' vero, le radio funzionano ancora. Io ne ho due, una col Mulino un po' più giallino dell'altra perché ha preso, negli anni, più luce.
Abito in campagna e non mi piace stare in mezzo alla confusione,ma le notizie dal mondo mi arrivano ancora adesso tramite la radio del Mulino. Sa Giovanni, la sua radio è stata prodotta per Mulino intorno al 1985-1986 su modello brevettato, da una nota Casa di elettrodomestici.
La radio, realizzata in materiale morbidoso che nel tempo si è irrigidito, aveva molte decorazioni realizzate a mano, come i fiorellini del cespuglio davanti all'ingresso del Mulino. Per tutti coloro che hanno letto la storia, ma non hanno presente la radio, ecco l'immagine (da Archivio Storico Barilla).
Sa Giovanni, mi ha proprio commosso sentire come le è cara la nostra radio. E credo che quando guarderò d'ora in poi la mia radio, un pensiero d'affetto sarà per lei.
Grazie ancora, di cuore.
radio
ciao Gabriella, e benvenuta. Parlando con le persone che incontro nelle varie tappe mi sono resa conto che spesso si crea un vero e proprio legame affettivo con i vecchi regali delle raccolte punti. Anche se magari a livello razionale non si pensa a quanta cura e lavoro c'è dietro ognuno di loro, lo si percepisce sicuramente a livello emotivo. E poi questi oggetti sono legati al ricordo di momenti felici: tutti ma proprio tutti, parlandomene ricordano la loro infanzia o quella dei propri figli. Insomma grazie anche da me!