Ferrara – La torta di tagliolini
A Ferrara, oltre alla biciclette, mi colpisce l’abbondanza di ristoranti, bar, pasticcerie e negozi che espongono ogni sorta di delizia gastronomica. Una vera festa dei sensi.

Che qui la passione per la buona tavola non si limiti alle vetrine, mi viene confermata dai racconti delle persone che incontro.
Giorgia, spirito indomito e colbacco in testa per difendersi da un’umidità che attanaglia le ossa, mi racconta di essere famosa per le sue torte, che produce anche in trasferta.
“Ma in che senso, in trasferta?” chiedo, incuriosita.
“Nel senso che quando vado a trovare mia nuora a Ischia (praticamente ogni estate) la prima cosa che mi chiedono è di fare la torta ricciolina, quella con i tagliolini sopra, sa?”
“Veramente non so, ma mi piacerebbe approfondire, magari se mi dà la ricetta…”
“La ricetta gliela do, però lei prima mi deve spiegare perché a Ischia non si trova la farina 00, ma solo quella 0”
“E non lo so perché” rispondo con un totale senso di inadeguatezza “ forse perché fanno meno dolci e più pane…”
“Forse, ma comunque per me è un problema, ogni volta mi devo portare la farina da Ferrara, perché appena arrivo mi chiedono le torte, per la colazione e la merenda, anche la signora dell’albergo me le chiede, e soprattutto quella ricciolina…”
“Ecco appunto, torniamo alla ricciolina, aspetti che prendo carta e penna per scrivere…”
“Ecco sì scriva… che poi, sa, se ci penso a quanti anni sono che faccio torte e pasta, pensi che la prima sfoglia l’avrò fatta che avevo a mala pena cinque anni. Mi ricordo che si andava a prendere la farina a sacchi, e poi a casa si cominciava a impastare. Ma a me, che ero piccola, mi avevano dovuto mettere uno sgabello per alzarmi un po’, che altrimenti al tavolo non ci arrivavo… ”
Giorgia rimane un attimo in silenzio, persa in un ricordo, poi mi saluta.
“Arrivederci, devo andare”
“Come, deve andare?” chiedo delusa “e la ricetta?
“Ah già, la ricetta … eccola: deve prendere un uovo, zucchero, farina e burro, come per fare una frolla, e poi si aggiunge il lievito e si impasta ancora. Poi con l’impasto ottenuto, steso a disco, si fodera una tortiera. Intanto si preparano dei tagliolini, sa quelli da brodo? Poi si tritano le mandorle, la scorza di limone, si aggiunge lo zucchero e si fa come una polvere. Sulla torta si mettono a strati le mandorle e i tagliolini, con un po’ di burro e l’estratto di mandorla amara. E alla fine in forno, una mezz’ora a 200 gradi. Che ne dice?”
“Dico che è buona”
e anche se la ricetta l’ho scritta a memoria, appena provo a farla vi racconto.
Tags: sapore, tempo, energia
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