Tante simpatiche idee.
Tante simpatiche idee.
Tra il 1983 e il 1990 per i più piccini, nei pacchi delle merende, vengono inserite le Sorpresine. A partire dalla prima: "Carta vince, carta perde", vengono prodotte oltre 650 differenti tipologie di "Sorprese per giocare", contenute nelle caratteristiche scatole da fiammiferi da collezionare. Gommine e giochi creativi riportano d'attualità gli svaghi di un tempo. Vengono anche prodotto il "Maxi Sorpresiere" un apposito contenitore a valigetta dove raccogliere tutte le scatoline.
Dal quarto anno, le scatoline spariscono e le sorpresine vengono inserite in un flow-pack azzurro con nuvolette bianche.

"Per i bimbi più coinvolti nella collezione, raccogliere le sorprese del Mulino Bianco è stata anche un'occasione di competizione intellettuale e creativa, come se avessero collezionato oggetti d'arte o manufatti d'incommensurabile valore culturale. Come accade ai grandi collezionisti, la loro avventura è stata segnata da momenti di euforia, di impegno per completare la loro raccolta e gioia per aver finalmente agguantato un pezzo che attendevano. E ciascuno di loro, via via che la collezione si sviluppava e i pezzi aumentavano, si è trasformato, come qualsiasi altro collezionista, da iniziale amatore a dilettante informato, sino a diventare, grazie alle conoscenze acquisite nel campo specifico delle Sorprese Mulino Bianco, un vero e proprio esperto. La collezione ha anche mantenuto vivo, per otto anni, quel desiderio, quel brivido quasi magico, di aprire la confezione di merendine, a caccia della Sorpresa mancante o che si vorrebbe assolutamente trovare, a seconda che la propria raccolta sia nata per passatempo o per autentica passione".

LA "MAMMA" DI TUTTE LE SORPRESE - PARTE 1
Perché non accontentare anche i bambini? Sul fronte delle promozioni, il 1983 segna una novità importante: ai regali per la famiglia, si affianca la lunga serie delle Sorprese Mulino Bianco, quei piccoli oggetti nella scatolina che appassioneranno tanti mini-consumatori in tutt'Italia.
La mamma di queste Sorprese, colei che le ideò e le seguì, passo dopo passo, nella loro evoluzione, si chiama Graziella Carbone ed è un'esperta di promozioni e giochi per bambini...
Nel nostro Paese è alla fine degli anni Sessanta che nascono le prime agenzie di sales promotion: strutture che offrono all'utente un servizio completo e tentano di farsi largo in un mercato gestito in modo autarchico dalle aziende, oppure ancora affidato alle agenzie di pubblicità. Ma è solo dal 1979, quando viene costituita a Milano l'ASP (Associazione Italiana Agenzie di Sales Promotion), che raduna le principali agenzie del settore operanti in Italia, che il mercato delle promozioni raggiunge il pieno sviluppo, in senso sia quantitativo che qualitativo. Il settore si va professionalizzando e si passa da un utilizzo tattico o d'emergenza della promozione a un suo impiego strategico. L'oggetto promozionale si carica, così, di una forte valenza comunicativa: contribuisce a creare o rafforzare l'immagine di marca, a identificare il prodotto e a spingere alla fedeltà il consumatore. Piccolo o grande che sia.

Le promozioni nel DNA
«Ho iniziato a occuparmi di promozioni nel 1978, quando sono diventata amministratore unico di una società di mia proprietà, la CIN - racconta Graziella Carbone - prima ero stata Capo-Ufficio Pubblicità di un'azienda di elettrodomestici. La mia famiglia già si occupava di promozioni: i miei zii, quando ero una bambina, lavoravano per la Perugina: dipingevano a mano le scatole dei cioccolatini, realizzavano i volants, le carte... Nel loro laboratorio milanese dove mi portava la nonna io sono nata a Bergamo - ho paciugato per anni, attratta da questo mondo. Gli altri miei zii, invece, lavoravano per la Rinascente e facevano tutti gli oggetti piccoli da appendere al frigorifero, adesso realizzati in plastica, un tempo in gesso dipinto. Inoltre, per tanto tempo mia madre ha creato un atelier con i vestiti delle bambole e mia sorella, ancora oggi, fa gli addobbi delle vetrine a Natale. Ho assorbito, in sostanza, la loro fantasia e la loro cultura del gioco e del giocattolo. Quando mi domandano che curriculum abbia, di solito rispondo che la cosa veramente utile nella mia storia è stato l'asilo! Perché ho ricevuto una formazione legata alla manualità e al divertimento, che mi è servita per tutta la vita. Per non parlare, poi, della quantità incredibile di corsi che ho frequentato e frequento: dalla ceramica agli origami, dal ricamo alla cucina creativa! E poi gioco spesso con i bambini, andando nelle scuole elementari, perché mi danno preziose indicazioni per le mie invenzioni: così posso comprendere ciò che li fa divertire. E' un lavoro appassionante, il mio, in cui non si stacca mai, che assorbe completamente le energie, in ogni momento della giornata. Molti giochi nascono da un'associazione della mente, per cui devo sempre essere concentrata: non a caso, giro con un blocco in tasca per prendere appunti e ne tengo uno pure sul comodino, perché ho spesso dei flash notturni, delle intuizioni oniriche.

LA "MAMMA" DI TUTTE LE SORPRESE - PARTE 2

Agli albori delle promozioni
La mia avventura nel mondo della promozione ebbe inizio negli anni Ottanta. All'epoca, non si sapeva ancora molto delle attività promozionali, se non che l'oggetto doveva possedere determinate caratteristiche. Andavamo nelle aziende, facevamo una presentazione del nostro lavoro e poi ritiravamo il brief della Società, con indicati target, budget, quantità e caratteri dell'operazione se la promozione era in pack o on pack, ad esempio. A questo punto, noi facevamo delle riunioni in cui si decideva di sviluppare un settore piuttosto che un altro. Si preparavano degli schizzi dell'oggetto progettato o individuato e su questi si iniziavano a fare le quotazioni. Spesso erano oggetti che già esistevano in commercio, ma molto frequentemente non esistevano ancora. Una volta ottenuti i costi indicati dal produttore, si tornava dal cliente che sceglieva se far realizzare l'oggetto e mandarlo in produzione. Noi, allora, lo progettavamo nel dettaglio, ne studiavamo la fattibilità e seguivamo la produzione, individuando fornitore e confezionatore.

Le sorprese in scatola per Mulino Bianco
Già collaboravo con Barilla dal 1981. Per l'azienda avevo realizzato un ricettario legato alla pasta e una grande operazione promozionale, in collaborazione con il Corpo Forestale della Toscana, inviando a tutti i panettieri d'Italia all'epoca 17 mila! Un albero di Natale vero, di piccole dimensioni e addobbato con tutte le sue lucine. Nell'82 nacque l'esigenza di trovare dei fornitori per la promozione in pack 'Sorpresine per giocare', legate al marchio Mulino Bianco, che sarebbe stata lanciata l'anno successivo. L'idea di avere una scatolina simile a quelle dei fiammiferi di legno, dentro cui mettere la sorpresina, era stata dell'agenzia di pubblicità che seguiva allora Mulino Bianco: la Troost, Campbell, Ewald. Alla mia agenzia arrivò, dunque, una richiesta precisa: le sorprese dovevano essere assolutamente in linea con la strategia di Mulino Bianco, appetibili per i bambini, naturali, in grado di suggerire il piacere di stare insieme, essere personalizzate e le più varie possibili. Inoltre, caratteristica per cui io mi sono sempre battuta, dovevano essere oggetti che il bambino poteva portare con sé a scuola o in cortile, per poterci giocare insieme agli amici o per scambiarli con qualche altro oggettino della serie. Quest'aspetto stimolava la collezionabilità degli oggetti... Per questo abbiamo anche realizzato il Maxi-Sorpresiere per dar modo ai bambini di mettere le varie Sorpresine in un contenitore unico.

LA "MAMMA" DI TUTTE LE SORPRESE - PARTE 3
Milioni di sorprese
Ogni tipo di Sorpresa Mulino Bianco veniva realizzata in almeno un milione di pezzi. In alcuni casi, ad esempio le Stringhe, ne sono stati fatti anche 15 milioni di esemplari! A partire dalla prima sorpresina, che si chiamò 'Carta vince, carta perde', ne sono state realizzate 650 differenti tipi, nell'arco dei sette anni in cui è durata l'operazione promozionale, conclusasi nel 1990. I primi anni, c'è stata la scatolina, che conteneva la sorpresa ed un piccolo foglietto guida personalizzato. A partire dal 1984 sulle scatole ha fatto la sua comparsa la figura del Piccolo Mugnaio Bianco, creato da Grazia Nidasio e anche gli oggetti hanno iniziato ad essere personalizzati col Piemmebi. Dal quarto anno, le scatoline sono sparite e le sorpresine sono state inserite in un flow-pack azzurro con nuvolette bianche; infine, l'ultimo anno, gli oggetti sono diventati più voluminosi e sono stati confezionati in pacchetti più grandi.

Idee in scatola
Oltre ai giochi di carta, c'erano i percorsi, con la pallina di metallo, le stringhe, gli origami, i segnaidee a forma di Crostatina, le carte da gioco (tutte quelle regionali), i normografi, le gommine a forma di merendine e biscotti (ma dopo che un bambino inglese si mangiò una gomma a forma di biscotto, uscì la normativa che proibiva di realizzare gomme a forma di cibo). Poi lo scoobidoo, gli oggetti legati al mondo della scuola, come temperamatite, pastelli di cera o piccole biro, i calendari, gli indovinelli, i mini-libretti, i giochi delle ombre, quelli dei colori profumati, il dispenser di piccoli adesivi, il gioco dell'oca, del quindici, le clip, le piccole meridiane, le lenti, le carte geografiche, il gioco della pesca o del circo, e così via. Gli oggetti, nel tempo, venivano selezionati dall'Ufficio Marketing della Barilla e l'alternarsi dei referenti ha comportato la nascita di Sorpresine diverse, ora più semplici ora più complesse, ora più giocose ora più serie. All'interno di ogni scatolina, poi, c'era l'elemento che coordinava tutte le varie sorpresine: un piccolo folder con il nome dell'oggetto e le istruzioni per giocare, che ha costituito il plus dell'intera iniziativa. E ogni Sorpresa era creata con amore e un'infinita cura per il più piccolo dettaglio, sempre secondo un principio di coerenza con l'intero sistema di comunicazione Mulino Bianco.

1  2  3  4  5  
È il 1983 e le confezioni di merende si arricchiscono di piccole scatole di fiammiferi. Il Sorpresine. La sorpresa di scoprirsi collezionista. Le sorprese in scatola per Mulino Bianco - prima parte. Le sorprese in scatola per Mulino Bianco - seconda parte. Le sorprese in scatola per Mulino Bianco - terza parte.
È il 1983 e le confezioni di merende si arricchiscono di piccole scatole di fiammiferi.
Il Sorpresine.
La sorpresa di scoprirsi collezionista.
Le sorprese in scatola per Mulino Bianco - prima parte.
Le sorprese in scatola per Mulino Bianco - seconda parte.
Le sorprese in scatola per Mulino Bianco - terza parte.