Un mondo più buono
con l’agricoltura rigenerativa

Buongrano, il buono genera buono

Lo vediamo ogni giorno. Un sorriso che ne accende un altro, una parola gentile che cambia l’umore di chi la riceve. Il buono ha questa forza: si diffonde e ritorna. Con il grano tenero funziona allo stesso modo. Se i campi vengono trattati con cura, loro sanno restituire valore a tutti noi. Perché prendersi cura del raccolto è il modo migliore che abbiamo per costruire un mondo più buono.

Mulino Bianco promuove l’agricoltura rigenerativa all’interno della filiera del grano tenero, con l’obiettivo di rigenerare i campi applicando i principi della Carta del Mulino e coltivare in modo più rispettoso, dando vita a prodotti realizzati con cura nel rispetto del suolo, della biodiversità e delle persone. Oggi l’agricoltura rigenerativa in Buongrano è già realtà: 11.926 tonnellate di grano tenero coltivato su 2.385 ettari da 186 aziende agricole e 3 Centri di stoccaggio, pari al 3% della farina che utilizziamo.
Stiamo proseguendo il percorso per estendere tale progetto all’intera gamma Mulino Bianco.

La nostra agricoltura rigenerativa

Siamo tra i primi nel mondo dei biscotti in Italia ad aver scelto di impegnarci nell’agricoltura rigenerativa.

Il nostro percorso è iniziato nel 2018 con la Carta del Mulino: dieci regole pensate per tutelare la biodiversità, ridurre l’uso di chimica, salvaguardare gli insetti impollinatori e promuovere pratiche agricole più rispettose dell’ambiente.

Partendo dal grano del raccolto 2025 utilizzato in Buongrano e con il raccolto 2026, la Carta del Mulino si è evoluta adottando il Regenerative Agriculture Standard di FoodChain ID¹, riconosciuto a livello globale e nato per certificare pratiche misurabili, trasparenti e rigenerative.
Un impegno che coinvolge tutta la filiera e, in primis, gli agricoltori e che si basa su solide collaborazioni scientifiche con partner come WWF, Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE) e le Università di Bologna, Tuscia e Torino - DISAFA, oltre a OpenFields.

Ma che cos’è l’agricoltura rigenerativa? Si tratta di un approccio olistico che mette al centro la salute del suolo e degli agroecosistemi. Attraverso pratiche mirate è possibile rigenerare la fertilità dei terreni, aumentare la biodiversità, migliorare i cicli dell’acqua e rafforzare la resilienza delle comunità agricole².

Un suolo rigenerato è un suolo più sano, per un futuro più fertile

Il cuore dell’agricoltura rigenerativa è il suolo e la sua salute: un grande serbatoio naturale di carbonio per il pianeta e la fonte di ogni raccolto.

Un suolo sano e ricco di sostanza organica trattiene l’acqua, nutre le piante, resiste all’erosione e aiuta a mitigare gli effetti del cambiamento climatico.
Per monitorarne la salute, Mulino Bianco ha sviluppato insieme al CNR-IBE il modello SOCRATE³ , che stima la quantità di carbonio organico nel terreno grazie alle immagini satellitari e all’intelligenza artificiale.

Le pratiche rigenerative stanno mostrando il loro potenziale: secondo CNR-IBE hanno la capacità di conservare o incrementare la sostanza organica del suolo, elemento fondamentale per la sua fertilità e resilienza.

Pratiche agricole per rigenerare:
le scelte buone che fanno la differenza.

Rigenerare significa agire con scelte quotidiane, concrete e misurabili:

icona rotazioni
Rotazioni colturali per restituire nutrienti alla terra e favorire la sua naturale fertilità.
icona copertura
Copertura vegetale¹ per proteggere il suolo nei periodi di riposo colturale.
icona aree
Aree fiorite dedicate ad api, farfalle e insetti utili.
icona pesticidi
Riduzione di pesticidi e fertilizzanti di sintesi, grazie a una gestione più attenta.
icona tecnologie
Tecnologie digitali per monitorare gli impatti e migliorare costantemente le pratiche.
Tutte queste azioni sono seguite e supportate dalla piattaforma Barilla Farming, sviluppata per aiutare gli agricoltori nella transizione verso modelli più sostenibili.
Grazie a questo percorso, nei campi di grano tenero gestiti con le pratiche rigenerative della Carta del Mulino sono state riscontrate, dal 2019 ad oggi, riduzioni medie del 7% annuo di emissioni di CO₂eq rispetto a campi gestiti in modo convenzionale, in media pari a circa 9.500 tonnellate in meno ogni anno. Inoltre, nei campi gestiti da oltre tre anni con le regole della Carta del Mulino, è stato misurato in media più Carbonio Organico nel Suolo (SOC) rispetto ai campi a gestione convenzionale nella stessa regione (Progetto SOCRATE, CNR-IBE)³

La biodiversità che lavora per il grano

Api, lombrichi, microrganismi e piante non sono semplici presenze: sono alleati preziosi per la fertilità dei campi.
Più biodiversità significa più equilibrio naturale, meno dipendenza da input chimici e maggiore resilienza.


Mulino Bianco per questo ha avviato un monitoraggio sviluppato insieme all’Università di Bologna.
Le ricerche mostrano un aumento medio del 40% degli insetti impollinatori, tra api, farfalle e sirfidi, accompagnato da una crescita del numero di specie vegetali. Segnali concreti di un ecosistema più vitale ed equilibrato.

Dedichiamo alla natura più di 2.000 ettari con le aree “Fiori del Mulino”, capaci di incrementare la biodiversità e favorire lo sviluppo di insetti utili come api, farfalle e coccinelle.

Per "misurare" il livello di biodiversità dell’intera azienda, abbiamo sviluppato, in collaborazione con l’Università di Torino - DISAFA (progetto Uniformity verso Diversity), un sistema di indicatori che ci consentono di mettere in relazione le pratiche agricole adottate con la biodiversità a livello di habitat, di specie e di varietà. Gli indicatori, infatti, sono basati sulla presenza e distribuzione di elementi naturali ed antropici nel territorio dell’azienda agricola, sulla varietà e quantità di organismi presenti nel suolo e nell’aria, sulle pratiche ed altre attività di gestione dell’azienda agricola. L’indice di biodiversità che si ottiene, rappresentativo dell’intera azienda agricola, permette di posizionarle su una scala di attitudine alla biodiversità, sia sulla base delle loro scelte che del contesto in cui si trovano, e di definire dei percorsi “personalizzati“ di miglioramento.

Scarica il disciplinare Buongrano

Un grano buono nasce anche da un suolo rigenerato

Coltivare in modo rigenerativo vuol dire pensare al futuro, ma anche al presente: favorire raccolti migliori oggi e condizioni ambientali più sane per domani.

Ad oggi, questo progetto riguarda solo il grano tenero, con cui realizziamo i biscotti Buongrano: 11.926 tonnellate coltivate su 2.385 ettari da 186 aziende agricole, per un totale di 6.117 tonnellate di farina.

Sino ad oggi abbiamo investito in pratiche capaci di restituire valore al suolo, agli agricoltori e a chi sceglie Mulino Bianco.

Risultati che si vedono, si misurano, si sentono

Un suolo più vivo: la ricerca di CNR-IBE mostra come le pratiche rigenerative possano aiutare il terreno a conservare o accrescere la sostanza organica¹'³, rafforzando la sua capacità di rigenerarsi.

Un respiro più leggero: dal 2019 al 2025 le emissioni di CO₂eq nei campi della Carta del Mulino si sono ridotte in media del 7 % l’anno rispetto a una gestione convenzionale, pari in media a circa 9.500 tonnellate di CO₂eq in meno ogni anno.

Un mosaico naturale: più di 2.000 ettari restituiti alla natura con le aree “Fiori del Mulino”, che favoriscono la biodiversità e lo sviluppo di insetti utili come api, farfalle e coccinelle, per campi più ricchi ed equilibrati.

L’agricoltura rigenerativa è una trasformazione che si vede nei campi, si misura nei dati e si sente nei prodotti.

I nostri partner

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Le ricerche che ci guidano: fonti e metodologie

¹ A practical pathway to verified Sustainable Farming - FoodChain ID

² Documento C/2025/4207: Parere del Comitato economico e sociale europeo L'agricoltura rigenerativa come traguardo da raggiungere per migliorare la produzione alimentare sostenibile contribuendo agli obiettivi in materia di clima e biodiversità.

³ SOCRATE: Progetto del CNR-IBE avviato nel 2020 con campionamento e analisi dei suoli per costruire il modello di monitoraggio. Partito in Italia, è stato esteso anche a suoli in Francia (2023–2024). La prima pubblicazione scientifica è uscita a giugno 2024 su Soil & Tillage Research (Elsevier): https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0167198724002137

CO₂: Analisi prodotta da LCE e DSS+ (2019–2025) utilizzando dati primari raccolti tramite la piattaforma digitale Barilla Farming. Metodo: confronto tra campi gestiti con il modello “Carta del Mulino” e campi a gestione “convenzionale”, con strumenti di calcolo certificati ISO 14040.

Insetti impollinatori: Ricerca scientifica condotta dall’Università di Bologna (Flowering areas enhance insect pollinators and biological control agents in wheat intensive agro-ecosystem 2018–2021). Pubblicata su Insect Conservation and Diversity (Wiley Online Library), ha dimostrato come le aree fiorite favoriscano l’aumento di api, farfalle e altri insetti utili.

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